Alcune scuole d’occultismo e teosofia hanno preteso d’essere le sole depositarie del Loro insegnamento, le sole organizzazioni che Essi utilizzano per svolgere la propria opera, limitando con ciò la Loro azione e formulando promesse che il tempo e gli eventi non potranno confermare. Indubbiamente i grandi Esseri operano attraverso quei gruppi di pensatori, trasfondendo molta della loro forza nell’opera svolta da quelle organizzazioni, tuttavia hanno discepoli e seguaci ovunque, ed operano attraverso molti gruppi e metodi d’insegnamento. 

Discepoli di questi Maestri sono attualmente incarnati in tutto il mondo col solo intento di partecipare alle attività e alla diffusione delle verità insegnate dalle varie chiese, scienze e filosofie, producendo in tal modo, entro le organizzazioni stesse, un’espansione, un’apertura e, se necessario una disintegrazione, che altrimenti non sarebbe stata possibile….

In relazione all’opera svolta dai Maestri tramite i loro discepoli, sarà bene stabilire che tutte le scuole di pensiero promosse dall’energia della Loggia sono in ogni caso fondate da uno o più discepoli e che essi, e non il Maestro, sono responsabili dei risultati e del karma che ne consegue. Il metodo impiegato è circa il seguente: il Maestro rivela al discepolo l’obiettivo previsto per un breve ciclo immediato e gli suggerisce gli sviluppi che sarebbero auspicabili.

Spetta al discepolo trovare il metodo migliore per ottenere i risultati previsti, e formulare i piani atti ad assicurare una certa misura di successo. Fatto questo egli avvia il proprio progetto, fonda la sua società od organizzazione e diffonde l’opportuno insegnamento. Egli è responsabile della scelta dei collaboratori, della distribuzione del lavoro a seconda delle capacità e della più opportuna presentazione dell’insegnamento. Il Maestro si limita a sorvegliare con interesse e simpatia il tentativo fintanto che esso è mantenuto all’altezza dell’ideale iniziale e si sviluppa sulla base del puro altruismo.

Nel caso in cui il discepolo dimostrasse scarso discernimento nella scelta dei collaboratori, o risultasse incapace di rappresentare la verità, la colpa non dovrà essere attribuita al Maestro. Se il discepolo lavora bene e tutto procede come desiderato, il Maestro continuerà a riversare la Sua benedizione su quel tentativo. Se il discepolo fallisce e se i suoi successori, deviando dall’impulso originario, disseminano errori, pur sempre con amore e simpatia, il Maestro ritirerà quelle benedizioni, trattenendo la propria energia, e cessando così di stimolare ciò che è meglio lasciar morire.

Riflettici
dagli scritti di Alice Bailey e del Maestro DK